Testo
Oh luna,
dolce pupilla del cielo notturno,
dal ciglio timido e taciturno,
testimone muta del nostro cammino,
lanterna d’argento, guardiano divino;
Hai visto i lupi col muso proteso,
l'uomo pregarti col fiato sospeso.
Hai ispirato poeti e santi,
udito i sospiri di giovani amanti.
Sei stata bussola, fuoco, altare,
la prima vertigine da contemplare.
Sei il battito d'acqua, la spinta primordiale,
musa regale del vuoto siderale,
sei l'ancora viva del mondo sommerso,
Sei il messaggio terso dell'universo.
La terra balla portata dal tuo abbraccio.
Sei la sua forza, la sua marea.
Senza il vincolo sacro del tuo laccio
la vita non avrebbe la stessa idea.
Tieni in equilibrio il nostro mondo,
sei l'attrazione, la danza e la carezza,
la pulsazione, il buio profondo,
il freno, l'affetto, la festa e la brezza.
Oh luna,
la vita nell'uovo nascosto nel suolo,
ti aspetta per spiccare il volo.
Sei la spinta invisibile che muove ogni cosa:
la furia dell'acqua e il profumo di rosa.
Frazione sinodica delle stagioni,
scandisci il moto delle costellazioni,
Ci hai insegnato a pesare il tempo
e a ritrovarlo quando il sole è spento.
E mentre dorme ne accogli l'ardore,
per albedo lo rendi a notti silenti.
Mostri che la luce non è del suo autore,
ma di chi sa portarla ad altre menti.
Tieni in equilibrio il nostro mondo.
Quando perdiamo la via del giudizio,
tu, matrice del pensiero profondo,
ricordi che ogni fine ha un nuovo inizio.
Oh luna,
fantastica meta di un sogno lontano,
quel giorno sentisti un passo umano
che per consacrare l’inizio di un’era
violava una dea piantando bandiera.
Eppure del Sole ne accogli l'ardore,
per albedo lo rendi a notti silenti.
Mostri che la luce non è del suo autore,
ma di chi sa portarla ad altre menti.
Tieni in equilibrio questo mondo.
Quando perdiamo la via del giudizio,
tu, matrice del pensiero profondo,
ricordi che ogni fine ha un nuovo inizio.
Oh luna,
dolce pupilla
dal ciglio schivo,
che a notte sfavilla
d'argento vivo,
nell'ora tarda,
quando il cielo s'oscura,
resta e guarda
la nostra paura.