Concept
La lussuria e l'estetismo dannunziano incontrano paesaggi sonori sintetici. La natura divina della sera viene corrotta da un'atmosfera languida ma opprimente, in un brano lento e cadenzato dove la parola si fa carne ed elettricità.
Testo
Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscìo che fan le foglie.
Fresche le mie parole ne la sera
ti sìen come il fruscio che fan le foglie
mentre la Luna è prossima a le soglie,
e distende un velo.
Sogno.
Gelo.
Pace.
Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera,
e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l’acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera
ti sìen come la pioggia che bruiva
tèpida e fuggitiva,
lacrime di primavera
Laudata sii per le tue vesti aulenti,
o Sera,
e pel cinto che ti cinge come il salce
il fien che odora!
Laudata sii.
Laudata sii.
O sera!
Laudata sii.
Laudata sii.
O sera!
Io ti dirò verso quali reami
d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
parlano nel mistero sacro dei monti;
e le colline consolatrici
Laudata sii per la tua pura morte,
o Sera,
e per l’attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!
belle
oltre
ogni uman desìre
sì che pare
che ogni sera
l’anima
le possa amare
d’amor più forte.