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Copertina

L'oratore senza voce

DI VIRTÙ EFFIMERE

Concept

Dedicata all'oratore greco Demostene, la canzone racconta la sua incredibile forza di volontà nel superare i propri limiti fisici e i durissimi metodi di allenamento per dominare in tribunale.

Testo

Orfano timido e balbuziente Voce flebile e fiato corto Erede d'un patrimonio estorto Un'ombra muta tra luci spente Nell'emiciclo si leva un ghigno In tribunale non c'è giustizia Le mie carenze contro Furbizia Pesa il difetto come un macigno Chiudo fuori il nuovo giorno Per forgiare il mio ritorno Urlo sfidando mari avversi Corro in salita sputando versi Bevo nel vento la mia arsura I sassi in bocca sono la cura Nego alla carne tregua o stallo Spezzo il limite sul metallo Riplasmo il vizio nel braciere Della fucina del mio volere Mezzo rasato, spettro ferale Danzo ribelle nel temporale La voce flebile diventa tuono Oggi il buffone non dà perdono Lascio il buio, l'attesa è morta Porto tempesta dietro alla porta Urlo sfidando mari avversi Corro in salita sputando versi Bevo nel vento la mia arsura I sassi in bocca sono la cura Nego alla carne tregua o stallo Spezzo il limite sul metallo Riplasmo il vizio nel braciere Della fucina del mio volere In tribunale schiaccio i giganti Cade il silenzio tra i giudicanti E la condanna divien corona Resta l'eco che risuona Il ragazzino di ieri è caduto Lasciando a terra quel guscio muto È temprata nel suo tormento La voce cruda che piega il vento