Testo
Orfano timido e balbuziente
Voce flebile e fiato corto
Erede d'un patrimonio estorto
Un'ombra muta tra luci spente
Nell'emiciclo si leva un ghigno
In tribunale non c'è giustizia
Le mie carenze contro Furbizia
Pesa il difetto come un macigno
Chiudo fuori il nuovo giorno
Per forgiare il mio ritorno
Urlo sfidando mari avversi
Corro in salita sputando versi
Bevo nel vento la mia arsura
I sassi in bocca sono la cura
Nego alla carne tregua o stallo
Spezzo il limite sul metallo
Riplasmo il vizio nel braciere
Della fucina del mio volere
Mezzo rasato, spettro ferale
Danzo ribelle nel temporale
La voce flebile diventa tuono
Oggi il buffone non dà perdono
Lascio il buio, l'attesa è morta
Porto tempesta dietro alla porta
Urlo sfidando mari avversi
Corro in salita sputando versi
Bevo nel vento la mia arsura
I sassi in bocca sono la cura
Nego alla carne tregua o stallo
Spezzo il limite sul metallo
Riplasmo il vizio nel braciere
Della fucina del mio volere
In tribunale schiaccio i giganti
Cade il silenzio tra i giudicanti
E la condanna divien corona
Resta l'eco che risuona
Il ragazzino di ieri è caduto
Lasciando a terra quel guscio muto
È temprata nel suo tormento
La voce cruda che piega il vento