Testo
C'era un uomo nato piano
Tra la polvere ed il grano
Con le mani già segnate
Dalla falce e le zappate
La sua casa aveva un tetto
Che piangeva sul suo letto
E i camini sempre spenti
Poiché priva d'alimenti
Lavora
Suda
Taci
Ogni anno, in primavera
Distendeva le sementi
Dalla terra tanto c'era
Per non vivere di stenti
Ma dieci spighe su cento
Le portava all'altare
Poiché il Creatore di certo
Non restava lì a guardare
Dècima!
Prima a Dio
Dècima!
Prima il cielo
Dècima!
Prima di te stesso
Conta
Segna
Cedi
La parte è persa
La fame resta
Poi arrivava il padrone
Con lo sguardo derisore
La metà è la sua porzione
Mossa via senza dolore
La mia terra ti dà il pane
Per gentile concessione
Diceva scrutando la fame
Negli occhi del garzone
Dai metà!
Prima al padrone
Dai metà!
Prima il maniero
Dai metà!
Prima di te stesso
Conta
Segna
Cedi
La parte è persa
La fame resta
Quando il grano andava male
Non cambiava condizione
Al sovrano il suo bancale
E a Dio padre il suo boccone
Lavora
Suda
Taci
Restava un poco di miglio
Ma bastava a fare un figlio
Tener l'animo soppresso
E insegnargli a far lo stesso
Che se un giorno per la strada
Reclamava d'altra biada
Lo percuotevano a morte
E a suo figlio stessa sorte
Pesa!
Prima Dio
Pesa!
Prima il padrone
Pesa!
La parte è persa
La fame resta
Dècima!
Prima il cielo
Dai metà!
Prima il maniero
Decima!
Prima il maniero
La parte è persa
La fame resta
A te resta terra spoglia
Sotto l'ombra di un cipresso
Tetra e sovrastante soglia
Nel momento del decesso