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Copertina

Frankenstein

Concept

Oltre il mito del terrore, il brano restituisce verità alla figura della Creatura di Frankenstein. Non un mostro sanguinario, ma un essere intelligente e dotato della sensibilità innocente di un bambino, intrappolato in un corpo grottesco. La vera atrocità raccontata non è la genesi dell'abominio, ma la vigliaccheria umana del creatore che, terrorizzato dal proprio fallimento estetico, abbandona la sua "somma creatura" al rifiuto e alla solitudine.

Testo

Nel silenzio del rito più osceno, col badile alla croce rivolto, rompe e sposta affannato il terreno per estrarre quel corpo sepolto. Poi si lancia fendendo la notte col suo carro, un errante obitorio, mentre squassa le membra corrotte. Le trascina nel laboratorio. Lì la canfora in alcol a stento può coprire l'odor di carcassa, mentre colloca un occhio ormai spento dentro l'orbita all'orrida massa. Lui la chiama la somma creatura: sfida Dio, viola madre natura; un groviglio di marci brandelli, retti insieme da fili e tasselli. Se la scossa le infonderà vita, varcherà quella soglia proibita, capirà quale arcana sorgente dona all'anima un corpo vivente. Smania sul macchinario, lo accende; nella notte squarciata dal tuono, la scintilla dal cielo discende e la carne sussulta al suo suono. Scorre il fluido tra i vasi recisi ed un fremito scuote il costato; dentro i miasmi della pirolisi l'abominio respira animato! In un rantolo roco e ferino l'alto essere s'erge pesante: non un angelo puro e divino, ma un mostruoso difetto tremante. Lui la chiama la somma creatura: sfida Dio, viola madre natura; un groviglio di marci brandelli, retti insieme da fili e tasselli. Se la scossa le infonderà vita, varcherà quella soglia proibita, capirà quale arcana sorgente dona all'anima un corpo vivente. Ha il cuore innocente, ma orrenda è la faccia, la sua mano tesa pare una minaccia; il folle delirio dell'uomo soccombe: si scopre un ignobile ladro di tombe. Si volta tremante, guadagna la porta, lasciando al suo fato la bestia risorta; fuggendo dal sogno che ha costruito, si spinge nel buio, vigliacco, pentito. La chiamava la sua creatura, ma ora teme la dura natura: un groviglio di marci brandelli, trafugati da fosse e macelli. Una scossa le ha infuso la vita, trapassando la soglia proibita, ma l'orgoglio avvelena la mente, non la vede quell'anima ardente. E rimane una mano protesa, chiede aiuto, è sola e incompresa. Chi ha sfidato la morte ha paura, e la nuova vita diviene impostura!